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Sanità Lombardia, 76mila prestazioni in meno: allarme Codacons

09/10/2026

Sanità Lombardia, 76mila prestazioni in meno: allarme Codacons

Oltre 76mila prestazioni sanitarie programmate in meno nelle strutture pubbliche della Lombardia, di cui più di 52mila nell'area metropolitana di Milano. È quanto emerge, secondo Codacons Lombardia, dalla revisione del Piano operativo 2026 per il contenimento delle liste d'attesa. L'associazione dei consumatori contesta il ridimensionamento degli obiettivi e chiede alla Regione chiarimenti sui tempi effettivi di accesso alle cure e sull'utilizzo dei 61 milioni di euro destinati al Piano. Per ottenere informazioni dettagliate, Codacons ha annunciato un'istanza formale di accesso agli atti e una segnalazione al Ministero della Salute.

Liste d'attesa in Lombardia, ridotte le prestazioni programmate nel pubblico

Secondo i dati riportati dall'associazione, la revisione del Piano sanitario regionale comporterebbe una diminuzione delle prestazioni previste a carico degli erogatori pubblici, che passerebbero da 3.557.089 a 3.480.580.

La differenza corrisponde a 76.509 prestazioni programmate in meno, pari a una riduzione del 2,15% rispetto agli obiettivi iniziali. Per le strutture private accreditate, invece, il ridimensionamento risulterebbe più contenuto.

La modifica riguarda i volumi di attività previsti dalla programmazione regionale e non costituisce, di per sé, un dato sulle prestazioni già effettuate o cancellate. È proprio questa distinzione a essere al centro delle richieste di Codacons, che intende verificare le conseguenze della revisione sull'effettiva disponibilità di visite ed esami per i cittadini.

L'associazione teme che la riduzione degli obiettivi possa rendere formalmente più agevole il loro raggiungimento, senza produrre un corrispondente miglioramento nei tempi di prenotazione e nell'accessibilità dei servizi sanitari.

Milano, oltre 52mila prestazioni in meno: coinvolte diverse ASST

Il ridimensionamento più significativo segnalato da Codacons riguarda il territorio dell'ATS Città Metropolitana di Milano, dove sarebbero previste oltre 52mila prestazioni sanitarie in meno rispetto alla programmazione precedente.

Tra le strutture interessate figurerebbe l'ASST Fatebenefratelli Sacco, per la quale l'associazione indica una diminuzione superiore a 23mila prestazioni. Nell'ASST Ovest Milanese, invece, la riduzione supererebbe le 10mila unità.

Il quadro comprenderebbe inoltre modifiche agli obiettivi assegnati alle strutture sanitarie delle aree della Brianza e di Bergamo, sebbene nel comunicato non vengano riportati i relativi quantitativi complessivi.

Le differenze territoriali rappresentano uno degli aspetti sui quali Codacons chiede ulteriori approfondimenti. L'associazione vuole comprendere quali criteri abbiano determinato la distribuzione dei nuovi obiettivi e se le modifiche siano collegate alle effettive capacità operative delle singole aziende sanitarie.

Visite specialistiche, mammografie ed ecografie tra le prestazioni coinvolte

La revisione della programmazione sanitaria interesserebbe anche prestazioni utilizzate per la prevenzione, la diagnosi e il monitoraggio delle condizioni di salute.

Tra gli esami e le visite indicati da Codacons figurano prime visite specialistiche, mammografie, ecografie ostetriche e visite oculistiche. Si tratta di attività che possono richiedere tempistiche differenti in base alla priorità clinica e alle esigenze dei pazienti.

Per l'associazione, la questione principale riguarda la possibilità che una riduzione dei volumi programmati incida sulla disponibilità degli appuntamenti, soprattutto nei territori dove l'accesso alle prestazioni presenta già difficoltà.

Il numero delle prestazioni previste, tuttavia, non permette da solo di stabilire come cambieranno i tempi di attesa. Per valutare gli effetti della revisione sarà necessario confrontare le disponibilità offerte ai cittadini, le prenotazioni effettuate, le prestazioni realmente erogate e i tempi registrati nelle diverse classi di priorità.

Piano da 61 milioni di euro: Codacons chiede come saranno utilizzati i fondi

Un ulteriore elemento sollevato dall'associazione riguarda la dotazione economica complessiva del Piano operativo 2026, che secondo quanto riportato rimarrebbe invariata nonostante la riduzione dei volumi programmati.

Le risorse disponibili ammonterebbero a 61 milioni di euro, di cui 41 milioni destinati alle strutture pubbliche e 20 milioni al privato accreditato.

Codacons chiede alla Regione Lombardia di chiarire in che modo saranno impiegati i finanziamenti e quali risultati misurabili si prevedano di ottenere attraverso la nuova programmazione.

L'obiettivo dell'associazione è verificare se le risorse stanziate contribuiranno concretamente ad ampliare l'accesso ai servizi, migliorare l'organizzazione delle attività sanitarie e ridurre i tempi necessari per ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico.

La disponibilità di un finanziamento invariato, a fronte di una contrazione degli obiettivi nel settore pubblico, viene quindi indicata come una delle questioni sulle quali è necessario acquisire informazioni più precise.

Accesso agli atti alla Regione Lombardia sui tempi effettivi di attesa

Per approfondire la situazione, Codacons Lombardia ha presentato un'istanza di accesso agli atti indirizzata alla Regione, chiedendo documentazione dettagliata sulla revisione del Piano.

La richiesta riguarda innanzitutto i dati disaggregati sui tempi reali delle liste d'attesa, con particolare riferimento alle prestazioni prenotabili e a quelle effettivamente erogate dalle strutture sanitarie.

L'associazione intende inoltre conoscere i criteri utilizzati per modificare gli obiettivi iniziali e ottenere informazioni sulla destinazione dei finanziamenti previsti.

Tra gli aspetti da chiarire figurano anche le eventuali criticità organizzative che avrebbero contribuito alla revisione della programmazione, comprese le carenze di personale sanitario e le difficoltà infrastrutturali.

Codacons chiede che vengano illustrate le misure strutturali previste per affrontare questi problemi, distinguendo gli interventi destinati ad aumentare la capacità di erogazione da quelli rivolti alla riorganizzazione delle attività già disponibili.

Segnalazione al Ministero della Salute sulla revisione del Piano 2026

L'iniziativa dell'associazione prevede anche il coinvolgimento del Ministero della Salute, al quale Codacons ha annunciato una segnalazione per chiedere una valutazione della situazione lombarda.

In particolare, l'associazione sollecita chiarimenti sulla capacità della nuova programmazione di garantire ai cittadini tempi di accesso alle prestazioni compatibili con le necessità sanitarie e con le priorità stabilite per visite ed esami.

Secondo Codacons, il raggiungimento dei target amministrativi non può essere considerato sufficiente per misurare l'efficacia delle politiche di contenimento delle liste d'attesa. La valutazione dovrebbe basarsi sui risultati concretamente percepiti dagli utenti del Servizio sanitario regionale.

La richiesta è di rendere pubblici i dati sulle attese, sulle prestazioni effettivamente fornite e sull'utilizzo dei 61 milioni di euro, così da consentire una verifica degli effetti prodotti dal Piano 2026.

Resta da chiarire, attraverso la documentazione richiesta alla Regione, quali siano le motivazioni della revisione e come i nuovi volumi programmati si traducano nella disponibilità effettiva delle prestazioni. Il comunicato di Codacons riporta le contestazioni dell'associazione, senza contenere una replica della Regione Lombardia.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.