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Lombardia, piano trasporti: il PD presenta 2.200 ordini del giorno

08/10/2026

Lombardia, piano trasporti: il PD presenta 2.200 ordini del giorno

Il Partito Democratico annuncia 2.200 ordini del giorno per modificare il Piano regionale della mobilità e dei trasporti della Lombardia, contestando le scelte infrastrutturali della Giunta Fontana e chiedendo maggiori investimenti nel trasporto pubblico. La mobilitazione consiliare partirà martedì 13 ottobre 2026, quando il documento di programmazione arriverà all'esame dell'Aula regionale. I consiglieri di opposizione intendono ricorrere anche alla possibilità di eliminare il contingentamento dei tempi di discussione, aprendo la strada a un confronto che potrebbe protrarsi per diversi giorni. Al centro delle richieste figurano la revisione di alcuni progetti autostradali, l'accelerazione delle opere ferroviarie e la gratuità dei mezzi pubblici per i giovani fino a 25 anni.

Piano trasporti Lombardia, il PD contesta le nuove autostrade

La posizione del gruppo democratico è stata illustrata il 7 ottobre a Milano dai consiglieri regionali Pierfrancesco Majorino, Simone Negri e Gian Mario Fragomeli.

Secondo l'opposizione, il Piano regionale della mobilità e dei trasporti attribuisce un peso eccessivo alla costruzione di nuove infrastrutture stradali rispetto al potenziamento della rete ferroviaria e dei servizi pubblici.

Il PD richiama in particolare le previsioni relative al consumo di suolo: 1.658 ettari destinati a nuove opere, dei quali circa l'80% legato a strade e autostrade. Sono dati citati dai democratici per sostenere la richiesta di revisione delle priorità infrastrutturali regionali.

Tra i progetti dei quali viene chiesta l'eliminazione figurano la Tangenziale Esterna Sud di Milano, la Broni-Mortara, la Mortara-Stroppiana, la tratta D breve della Pedemontana, il collegamento IpB e la tangenzialina di Bormio.

L'opposizione propone inoltre di riconsiderare le infrastrutture ereditate dalle precedenti programmazioni, verificando l'attualità dei progetti e gli eventuali impegni giuridici già assunti.

Ferrovie lombarde, chiesto di anticipare i lavori strategici

Uno dei principali punti di confronto riguarda il calendario delle opere ferroviarie. Il PD contesta il rinvio oltre il 2032 di alcuni interventi ritenuti prioritari e propone di anticiparne la realizzazione nella finestra temporale 2027-2032.

Tra le infrastrutture indicate ci sono il quadruplicamento della Milano-Pavia e della Tavazzano-Lodi, oltre al potenziamento della linea Seregno-Carnate.

Il gruppo democratico chiede anche una programmazione progressiva dei raddoppi ferroviari su diverse direttrici, tra cui Milano-Mortara, Milano-Lecco-Colico-Sondrio, Bergamo-Montello-Rovato e Brescia-Parma.

L'obiettivo dichiarato è ridurre la quota di rete a binario unico dal 50% al 35% durante il periodo di validità del Piano regionale.

Per il nodo ferroviario milanese viene proposta la definizione di un documento di indirizzo entro il 2028, coinvolgendo il Comune di Milano e la Città metropolitana. I democratici chiedono inoltre di valutare un nuovo passante ferroviario entro la fine della legislatura.

Metropolitane, richieste per M4, M6 e collegamenti fuori Milano

Il confronto politico interessa anche l'espansione della rete metropolitana. Secondo il PD, l'attuale programmazione regionale non dedica sufficiente attenzione ai collegamenti su ferro nell'area milanese.

Tra le richieste figurano l'inserimento della futura linea M6 e la ricerca di finanziamenti per prolungare la M4 fino a Segrate.

Il gruppo propone inoltre di sviluppare studi e progetti per ulteriori estensioni, tra cui la M2 verso Rozzano, la M4 verso Buccinasco, la M3 verso Peschiera Borromeo e la M5 verso Cornaredo.

Per la metrotranvia Milano-Seregno viene sollecitata una ricognizione dei costi complessivi e degli eventuali aumenti di spesa, accompagnata dalla ricerca delle risorse necessarie e da misure di ristoro per le attività economiche coinvolte.

Le proposte comprendono anche approfondimenti sulle metrotranvie bergamasche, con i possibili prolungamenti della T1 verso Vertova e della T2 verso Zogno.

Trasporto pubblico locale, proposti 65 milioni aggiuntivi all'anno

Sul fronte delle risorse economiche, il Partito Democratico chiede 65 milioni di euro aggiuntivi all'anno per il prossimo triennio da destinare al trasporto pubblico locale.

La proposta punta a sostenere i servizi di autobus e gli altri collegamenti territoriali, con particolare attenzione alle zone meno servite. È prevista anche la sperimentazione di trasporti a chiamata nelle aree caratterizzate da una domanda ridotta.

Il capodelegazione democratico nella commissione Trasporti e Territorio, Simone Negri, ha criticato l'efficacia delle precedenti politiche infrastrutturali regionali, richiamando i costi sostenuti dagli utenti e le difficoltà della mobilità quotidiana.

Negri ha citato il caso della Brebemi, sostenendo che l'autostrada registrerebbe circa 27.000 veicoli giornalieri rispetto ai 60.000 previsti. Il dato è stato utilizzato dal consigliere per motivare la richiesta di rivalutare alcuni investimenti stradali.

Tra le altre proposte figurano l'eliminazione dei pedaggi sulla Milano-Meda e sulla Corda Molle, tra Ospitaletto e Montichiari, e la sperimentazione di tariffe ridotte su Brebemi, Pedemontana e Tangenziale Est Esterna di Milano.

Mezzi gratis agli under 25 e stazioni accessibili

Le modifiche proposte dal PD comprendono anche misure rivolte direttamente agli utenti del trasporto pubblico.

La richiesta principale riguarda la gratuità dei mezzi pubblici per i giovani under 25, accompagnata da agevolazioni tariffarie per i lavoratori con redditi bassi e per gli anziani.

Il capogruppo regionale Pierfrancesco Majorino ha collegato questa proposta alla necessità di rendere il trasporto collettivo più accessibile e di rafforzare i collegamenti ferroviari e metropolitani.

Un altro tema riguarda le persone con disabilità o ridotta mobilità. Il consigliere Gian Mario Fragomeli ha richiamato le difficoltà di accesso alle stazioni ferroviarie, citando dati secondo cui, nelle strutture gestite da RFI, circa una stazione su tre non consentirebbe di raggiungere i binari successivi al primo a causa dell'assenza di ascensori.

Fragomeli ha inoltre sostenuto che nel 65% delle stazioni considerate non sarebbe possibile accedere autonomamente al treno neppure dal primo binario, per la presenza di dislivelli tra banchina e convoglio.

Per affrontare il problema, il PD propone un piano concordato con RFI e Ferrovienord per l'installazione e la manutenzione degli ascensori, insieme a interventi per eliminare progressivamente le barriere architettoniche.

Tra le richieste compare anche l'introduzione di un meccanismo automatico per il riconoscimento degli indennizzi agli abbonati Trenord nei casi previsti.

Dal 13 ottobre il confronto in Consiglio regionale

La discussione sul Piano regionale della mobilità e dei trasporti entrerà nel vivo martedì 13 ottobre. Le opposizioni hanno annunciato l'intenzione di utilizzare gli strumenti regolamentari disponibili per esaminare nel dettaglio il documento e presentare le proprie richieste di modifica.

La cancellazione del contingentamento dei tempi, facoltà esercitabile una sola volta per legislatura da ciascun gruppo politico, consentirebbe un dibattito senza i consueti limiti agli interventi.

I 2.200 ordini del giorno annunciati rappresentano dunque proposte dell'opposizione e non modifiche già approvate. La loro discussione avverrà nell'ambito del confronto consiliare sul documento predisposto dalla Giunta regionale.

Le decisioni che emergeranno dall'esame dell'Aula riguarderanno le priorità della programmazione infrastrutturale lombarda, dai collegamenti autostradali alle linee ferroviarie, fino alle risorse per i servizi pubblici e alle misure di accessibilità destinate ai cittadini.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to