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Suolo e clima, NEMESIS avvia il Living Lab nella Pianura Padana

09/06/2026

Suolo e clima, NEMESIS avvia il Living Lab nella Pianura Padana

Un Living Lab tra Lombardia ed Emilia-Romagna per sperimentare nuove pratiche contro il degrado del suolo e rafforzare la resilienza dell’agricoltura agli effetti del cambiamento climatico. È il cuore italiano di NEMESIS, progetto finanziato dal programma Horizon Europe che coinvolge partner di Italia, Francia, Spagna, Cipro, Tunisia e Algeria con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative contro desertificazione e perdita di fertilità nel bacino mediterraneo.

Il progetto europeo e la sfida della salute del suolo

La tutela dei suoli è uno dei nodi centrali della transizione ambientale. Una parte significativa dei terreni europei mostra segnali di degrado legati all’intensificazione delle attività umane, al consumo di suolo, all’inquinamento e alla crisi climatica. Nel Mediterraneo, dove siccità, erosione e desertificazione esercitano una pressione crescente, il problema riguarda anche aree agricole ad alta produttività come quelle della Pianura Padana.

I suoli non sono soltanto la base fisica delle coltivazioni. Regolano il ciclo dell’acqua, trattengono carbonio, ospitano biodiversità e contribuiscono alla sicurezza alimentare. La loro capacità di restare fertili e vitali incide direttamente sulla tenuta dei sistemi agricoli, sulla qualità delle produzioni e sulla risposta dei territori agli eventi estremi.

Da queste premesse nasce NEMESIS, iniziativa europea che punta a costruire una rete di sperimentazione e collaborazione tra ricerca scientifica, imprese agricole, organizzazioni della società civile e istituzioni. Il progetto intende individuare, testare e diffondere pratiche capaci di contrastare il degrado del suolo e aumentare la capacità di adattamento delle aziende agricole.

Il Living Lab “Vallis Padi” tra Lombardia ed Emilia-Romagna

Per l’Italia, il progetto si sviluppa attraverso il Living Lab “Vallis Padi”, dedicato al territorio compreso tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Il percorso è coordinato dal Politecnico di Milano e coinvolge Università degli Studi di Milano, ERSAF, CREA, Legambiente Lombardia e IRIS, insieme a una rete di aziende agricole impegnate nella sperimentazione sul campo.

Le realtà coinvolte portano esperienze diverse ma complementari: agricoltura biologica, agroforestazione, gestione dei prati stabili, tecniche di minima lavorazione del terreno e pratiche orientate alla conservazione della fertilità. L’obiettivo comune è migliorare la salute dei suoli e rendere i sistemi agricoli più preparati agli impatti della crisi climatica.

Il kick-off del 17 giugno rappresenta il primo momento di confronto e coordinamento della comunità italiana del Living Lab. Nel corso della giornata saranno presentati gli obiettivi del progetto, le attività di monitoraggio previste nei siti pilota e le strategie per coinvolgere gli stakeholder territoriali.

Ricerca, agricoltura e partecipazione civica

Il valore del Living Lab sta nella possibilità di mettere in relazione competenze scientifiche, esperienza agricola e partecipazione delle comunità locali. Le aziende coinvolte non saranno soltanto destinatarie delle attività, ma parte attiva nella sperimentazione di pratiche innovative e nella valutazione dei loro effetti sui terreni, sulle produzioni e sulla gestione aziendale.

Come partner del progetto, Legambiente Lombardia contribuisce alle attività di comunicazione, disseminazione e coinvolgimento territoriale. Il suo ruolo sarà favorire il dialogo tra comunità locali, mondo agricolo e ricerca, rendendo più accessibili i temi della salute del suolo e dell’adattamento climatico.

Nell’ambito di NEMESIS è aperta anche la prima Open Call europea, pensata per ampliare la rete dei Living Lab attraverso l’integrazione di nuovi siti sperimentali. La call si rivolge ad aziende agricole, enti, organizzazioni e altri soggetti interessati a contribuire allo sviluppo e alla sperimentazione di pratiche innovative per la tutela del suolo.

Il percorso avviato con NEMESIS punta a trasformare la sperimentazione in una rete stabile di conoscenze e pratiche condivise. In un’area agricola strategica come la Pianura Padana, la salute del suolo diventa così un terreno concreto di collaborazione tra istituzioni, ricerca, imprese e cittadini.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to