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Seveso, 50 anni dopo: Mattarella al Bosco delle Querce

13/07/2026

Seveso, 50 anni dopo: Mattarella al Bosco delle Querce

Il Bosco delle Querce ha ospitato venerdì 10 luglio 2026 la cerimonia per il cinquantesimo anniversario dell’incidente ambientale di Seveso. Nel parco sorto sull’area maggiormente contaminata dalla diossina si sono riuniti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Senato Ignazio La Russa, i rappresentanti di Regione Lombardia e le autorità locali, per ricordare la tragedia avvenuta il 10 luglio 1976 nello stabilimento Icmesa.

Il guasto all’Icmesa e la contaminazione da diossina

Alle 12.37 del 10 luglio 1976, un guasto verificatosi in un reattore dell’impianto chimico situato in Brianza, al confine con Seveso, provocò la fuoriuscita di una nube contenente diossina. L’incidente colpì il territorio, la popolazione e l’ambiente, imponendo evacuazioni, controlli sanitari e interventi di bonifica destinati a protrarsi a lungo.

Cinquant’anni dopo, sull’area classificata all’epoca come la più contaminata sorge un parco aperto a famiglie, studenti e visitatori. Il Bosco delle Querce ha ricevuto recentemente il Marchio del Patrimonio Europeo, riconoscimento attribuito al valore storico e civile del luogo e al percorso di rigenerazione realizzato dopo il disastro.

La commemorazione ha richiamato anche il contributo di tecnici, sanitari, volontari, amministratori e operatori che assistettero gli abitanti, studiarono gli effetti della contaminazione e lavorarono alla messa in sicurezza dell’area. Da quell’esperienza nacquero nuove competenze nel campo della prevenzione industriale, della protezione civile e della tutela ambientale.

Mattarella e le autorità alla cerimonia del cinquantenario

Alla giornata hanno partecipato, insieme al capo dello Stato, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente del Consiglio regionale Federico Romani, il sindaco di Seveso Alessia Borroni e il presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio.

Presenti anche gli assessori regionali Gianluca Comazzi, Romano La Russa e Giorgio Maione, oltre ai sottosegretari alla Presidenza Raffaele Cattaneo e Mauro Piazza. Gli interventi hanno ripercorso la gestione dell’emergenza, le bonifiche e la trasformazione dell’area contaminata in uno spazio verde che conserva la memoria dell’incidente.

Fontana ha ricordato come il disastro abbia inciso sulla vita quotidiana e sulla salute della popolazione, modificando il rapporto tra cittadini, attività produttive e istituzioni. Il presidente lombardo ha inoltre richiamato il ruolo svolto dalla Regione, che istituì un ufficio speciale incaricato di coordinare gli interventi necessari per affrontare una situazione priva di precedenti sul territorio.

Dall’incidente nacque la Direttiva Seveso

La tragedia contribuì alla definizione di un nuovo sistema europeo per la prevenzione dei grandi rischi industriali. Nel 1982 la Comunità economica europea approvò la prima normativa conosciuta come Direttiva Seveso, dedicata agli stabilimenti nei quali sono presenti sostanze pericolose.

Il nuovo approccio spostò l’attenzione dalla sola gestione delle emergenze alla prevenzione, introducendo pianificazione, informazione alla popolazione, controlli sugli impianti e cooperazione tra enti pubblici. Le successive revisioni della direttiva hanno mantenuto il nome della città brianzola, rendendo Seveso un riferimento internazionale nella disciplina della sicurezza industriale.

Raffaele Cattaneo ha sottolineato come l’incidente abbia segnato un confine nella storia europea della sicurezza, favorendo procedure più rigorose e una maggiore valutazione delle conseguenze ambientali delle attività produttive. Romano La Russa ha invece richiamato il contributo di quella esperienza alla costruzione del moderno sistema nazionale di Protezione civile.

Il Bosco delle Querce come luogo di memoria attiva

Il parco rappresenta il risultato visibile del processo di bonifica e rigenerazione. Secondo l’assessore al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi, la riqualificazione dimostra come una zona colpita da una grave contaminazione possa essere recuperata attraverso ricerca, pianificazione e collaborazione istituzionale.

L’assessore all’Ambiente Giorgio Maione ha evidenziato il ruolo della scienza nella gestione delle conseguenze dell’incidente. Da questa impostazione è nata anche la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, istituita per fornire supporto scientifico e tecnologico alle amministrazioni impegnate nella tutela del territorio.

Per Mauro Piazza, conservare la memoria di Seveso significa trasmettere alle nuove generazioni una cultura fondata sulla responsabilità ambientale e sulla partecipazione civica. Il Marchio del Patrimonio Europeo attribuito al Bosco delle Querce riconosce proprio questa funzione: il parco resta legato alla tragedia del 1976, ma racconta anche la capacità della comunità di ricostruire, produrre conoscenza e trasformare un’area contaminata in un patrimonio collettivo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to