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Lario, quattro punti inquinati: flash mob a Colico

10/07/2026

Lario, quattro punti inquinati: flash mob a Colico

Quattro dei nove punti campionati sul Lario da Goletta dei Laghi 2026 sono risultati inquinati o fortemente inquinati. I dati sono stati presentati il 9 luglio durante la tappa di Colico, in provincia di Lecco, dove gli attivisti di Legambiente e del gruppo “Occhi sul Pian di Spagna” hanno organizzato un flash mob per richiamare l’attenzione sugli scarichi fognari nel torrente Inganna e sul progetto della nuova passerella ciclopedonale sul fiume Adda.

Torrente Inganna in secca e balneazione vietata all’Ontano

I volontari si sono ritrovati alla spiaggia dell’Ontano, nel territorio comunale di Colico, per chiedere controlli più approfonditi sul sistema fognario e sulle possibili fonti di contaminazione del torrente Inganna. L’iniziativa arriva dopo il divieto di balneazione disposto dall’Ats per l’intera stagione estiva.

Legambiente ricorda che la spiaggia dell’Ontano iniziò a essere sottoposta ai controlli dell’allora Asl soltanto nel 2014, dopo che l’anno precedente le analisi di Goletta dei Laghi avevano rilevato un forte inquinamento alla foce dell’Inganna.

Negli anni successivi, secondo l’associazione ambientalista, i campionamenti restituirono per quattro volte lo stesso giudizio negativo. In due occasioni, invece, non fu possibile prelevare l’acqua perché il torrente era completamente asciutto. La medesima situazione si è ripetuta durante la campagna del 2026, impedendo di effettuare le analisi programmate.

Legambiente e Occhi sul Pian di Spagna chiedono quindi che l’assenza di acqua non interrompa le verifiche sulle reti e sugli scarichi presenti nell’area. La necessità indicata dalle associazioni è quella di individuare eventuali criticità prima che nuove portate raggiungano il corso d’acqua e la spiaggia.

Nove campionamenti sul Lario, tre fortemente inquinati

Tra il 18 e il 24 giugno Goletta dei Laghi ha esaminato nove punti lungo le sponde del Lario. Cinque campioni sono risultati entro i limiti previsti dalla normativa, uno ha ricevuto il giudizio di “inquinato” e tre quello di “fortemente inquinato”.

In provincia di Como, la foce del torrente Cosia, nei pressi dei giardini Volta, è risultata fortemente inquinata. Sono invece rientrati nei limiti i campioni raccolti alla foce del torrente Breggia, a Cernobbio, e del torrente Albano, a Dongo.

Nel territorio lecchese hanno superato positivamente i controlli la foce dell’Adda a Colico, quella del Meria a Mandello del Lario e quella del Rio Varrone a Dervio. Il torrente Valle dei Mulini, campionato alla foce presso Bellano, è stato classificato come inquinato.

Giudizio più grave per la foce del torrente Caldone, a Lecco, e per quella del Gallavesa, a Vercurago, entrambe risultate fortemente inquinate. Il programma iniziale prevedeva undici campionamenti, ma il torrente Inganna a Colico e il torrente Esino a Perledo erano completamente in secca.

Passerella sull’Adda, dubbi sull’impatto nella zona protetta

Dopo il presidio alla spiaggia dell’Ontano, gli attivisti hanno raggiunto l’argine sinistro dell’Adda, nel punto in cui dovrebbe innestarsi la nuova passerella ciclopedonale proposta dal Comune di Colico. Il progetto è al centro di osservazioni e pareri critici formulati, durante la conferenza di servizi, dalla Soprintendenza, dalla Provincia di Como, dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e dalle associazioni ambientaliste.

L’opera viene indicata come collegamento tra il Sentiero Valtellina e la Riserva naturale del Pian di Spagna. Secondo Legambiente e Occhi sul Pian di Spagna, tuttavia, la funzione prioritaria dovrebbe essere quella di consentire a pedoni e ciclisti di attraversare l’Adda in sicurezza, evitando di presentare la passerella principalmente come accesso alla riserva.

Le associazioni evidenziano inoltre che la ciclopedonale regionale PCRI11 della Valchiavenna risulta ancora soltanto programmata e non sarebbe destinata a una realizzazione immediata. Non è prevista a breve neppure una pista lungo la Statale 340dir fino al Ponte del Passo sulla Mera. Nelle condizioni attuali, pertanto, la nuova struttura non collegherebbe due itinerari ciclopedonali regionali già completati.

Chiesto uno studio vicino al ponte esistente

Uno dei principali rilievi riguarda l’assenza, secondo gli ambientalisti, di uno studio di fattibilità dedicato a una soluzione affiancata all’attuale ponte stradale e ferroviario. Un attraversamento accostato all’infrastruttura esistente è stato già adottato in territori vicini ed è stato suggerito anche da alcuni enti coinvolti.

Il progetto interessa un’area umida tutelata dalla Convenzione internazionale di Ramsar. L’opera, inoltre, non risulterebbe ancora inserita nel Piano della Riserva naturale del Pian di Spagna né nel Piano di governo del territorio del Comune di Gera Lario.

Legambiente chiede che l’intervento venga valutato considerando l’impatto sull’habitat protetto, sulle specie presenti e sul paesaggio fluviale. L’associazione sostiene che la necessità di rendere sicuro il passaggio ciclopedonale debba essere conciliata con la tutela di una delle zone umide più rilevanti dell’area lariana.

Nel confronto con gli anni precedenti, la campagna 2026 mostra comunque alcuni segnali positivi: diversi punti che in passato erano stati classificati come inquinati o fortemente inquinati sono risultati questa volta entro i limiti di legge.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.