Lombardia, nuovo modello per il trasporto sanitario dei fragili
17/09/2026
Regione Lombardia avvia un nuovo modello per la presa in carico e il trasporto sanitario non urgente delle persone fragili ospitate nelle strutture sociosanitarie residenziali. La Giunta regionale ha approvato una delibera che punta a definire procedure uniformi per gli ospiti di Rsa, Rsd e Comunità sociosanitarie che devono effettuare visite, esami o altre prestazioni sanitarie, riducendo quando possibile gli spostamenti e i costi sostenuti dalle famiglie.
Telemedicina e specialisti direttamente nelle strutture
Il primo obiettivo del nuovo sistema è evitare i trasferimenti che possono essere sostituiti da un’assistenza erogata direttamente nella struttura. Per questo Regione Lombardia prevede un maggiore utilizzo di telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio, strumenti che permettono agli ospiti di entrare in contatto con gli specialisti senza raggiungere necessariamente ospedali o ambulatori.
Nei casi in cui sia ritenuto appropriato, sarà possibile prevedere anche la presenza dello specialista nella struttura residenziale attraverso specifici accordi con l’Asst di riferimento. Il modello dovrà quindi partire dalla valutazione delle condizioni del singolo paziente e individuare la soluzione più adatta al bisogno sanitario.
Quando una visita o un esame dovranno invece essere effettuati fisicamente presso una struttura sanitaria, potranno essere utilizzate le convenzioni già attive delle Asst per i trasporti sanitari semplici. Saranno inoltre stabiliti criteri omogenei per individuare le persone che potranno usufruire del servizio.
Coinvolte Ats, Asst e Areu nella gestione del servizio
La delibera assegna un ruolo operativo alle Asst e alle strutture sociosanitarie, mentre il coordinamento dell’attuazione sarà affidato ad Ats e Areu, in raccordo con la Direzione generale Welfare della Regione.
L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha spiegato che il provvedimento nasce anche dall’analisi di un caso riguardante una persona con una grave condizione di fragilità, ospite di una struttura residenziale e costretta a sostenere costi rilevanti per raggiungere una struttura sanitaria dove effettuare controlli.
La vicenda, secondo l’assessore, ha evidenziato differenze organizzative tra le varie realtà sanitarie e sociosanitarie lombarde. Da qui la decisione di costruire un modello coordinato che permetta di valutare prima la possibilità di fornire la prestazione a distanza o direttamente nella struttura e, solo quando necessario, organizzare il trasferimento.
Procedure operative da definire entro 15 giorni
Le modalità definitive di funzionamento dovranno essere predisposte entro 15 giorni dall’approvazione della delibera. Nel periodo necessario a completare il nuovo assetto, Rsa, Rsd e Css potranno rivolgersi direttamente all’Asst territorialmente competente.
Sarà la Centrale Operativa Territoriale a valutare il bisogno dell’ospite e individuare la risposta ritenuta più appropriata. Quando necessario, l’Asst potrà ricorrere alle convenzioni già disponibili per organizzare il trasporto verso ospedali o altre strutture sanitarie.
Ats e Areu dovranno inoltre monitorare l’applicazione del modello e segnalare eventuali ulteriori criticità, mantenendo il coordinamento con la Direzione generale Welfare. Il sistema potrà prendere in considerazione anche situazioni particolari nelle quali sia più adatta una risposta sanitaria direttamente al domicilio o nella struttura di residenza.
Fino a un milione di euro previsto per il 2026
Per l’attuazione del provvedimento è previsto un importo massimo di 1 milione di euro nel 2026. Le risorse risultano già disponibili nei bilanci delle Ats attraverso fondi extra derivanti da entrate proprie e, secondo quanto indicato dalla Regione, la misura non comporterà nuovi oneri a carico del bilancio regionale.
Il nuovo sistema riguarda in particolare persone anziane, con disabilità o altre condizioni di fragilità che vivono nelle strutture residenziali e possono incontrare maggiori difficoltà nell’organizzazione degli spostamenti. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è rendere uniforme l’accesso alle prestazioni, utilizzando prima le soluzioni sanitarie disponibili nella struttura e organizzando il trasporto quando la presenza del paziente in ospedale o in ambulatorio risulta necessaria.
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