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Ristorni Ticino, Sertori: Comuni lombardi al sicuro

02/07/2026

Ristorni Ticino, Sertori: Comuni lombardi al sicuro

Il blocco parziale dei ristorni minacciato dal Canton Ticino non produrrà effetti immediati sui Comuni lombardi di confine. A chiarirlo è l’assessore regionale Massimo Sertori, intervenuto dopo la decisione annunciata da Bellinzona di sospendere in via preventiva il 50% delle somme legate ai lavoratori frontalieri. Secondo Regione Lombardia, gli importi già versati riguardano annualità precedenti e gli enti locali possono quindi affrontare la fase di confronto senza ripercussioni immediate sui bilanci.

Sertori apre al dialogo, ma respinge le pressioni del Ticino

L’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, che ricopre anche il ruolo di presidente della Regio Insubrica, ha definito buoni i rapporti bilaterali con la Svizzera, pur contestando il metodo scelto dal Canton Ticino. Per Sertori, il confronto può portare a un accordo soltanto se avviato su basi di leale collaborazione, senza minacce legate al mancato versamento di somme considerate dovute.

La polemica riguarda il contributo del 3% sulle spese sanitarie previsto per i cosiddetti vecchi frontalieri. Il Ticino ritiene che la misura, introdotta con la Finanziaria 2024, incida sulla revisione degli accordi italo-svizzeri del 1974. Regione Lombardia, invece, sostiene che il tema debba essere affrontato nel quadro dei rapporti tra Roma e Berna, trattandosi di materia collegata a un accordo internazionale.

Il nodo del contributo sanitario dei frontalieri

Sertori contesta anche la definizione di “tassa sulla salute”, utilizzata nel dibattito ticinese. L’assessore ricorda che fino al 2000 i frontalieri contribuivano già al servizio sanitario attraverso versamenti alle vecchie Asl. Con la regionalizzazione della sanità e l’introduzione del diritto di opzione, i lavoratori hanno poi potuto scegliere tra servizio sanitario svizzero e italiano.

Chi opta per il sistema svizzero sostiene il costo di un’assicurazione privata, indicata in almeno 350 franchi al mese. Chi sceglie il servizio italiano, secondo la ricostruzione della Regione, ha invece beneficiato finora di un vuoto normativo, ottenendo assistenza gratuita per sé e per i familiari a carico.

Risorse destinate a medici e infermieri di confine

La Lombardia intende destinare le entrate derivanti dal contributo al rafforzamento della sanità nelle aree di frontiera. L’obiettivo dichiarato è aumentare fino al 20% gli stipendi di medici e infermieri impiegati nei presidi ospedalieri vicini al confine, dove la concorrenza salariale della Svizzera rende più difficile trattenere il personale sanitario.

Per Sertori, una trattenuta di 120 euro al mese su una retribuzione netta di 4.000 euro rappresenta un contributo sostenibile per garantire copertura sanitaria al lavoratore e ai familiari. La misura, nelle intenzioni della Regione, serve a mantenere standard di cura adeguati per chi vive nelle zone di confine, indipendentemente dalla nazionalità e dal lato della frontiera da cui proviene.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.