Milano, Legambiente sui data center: otto richieste alla Regione
07/10/2026
Legambiente Lombardia chiede alla Regione di rivedere il quadro normativo sui data center e annuncia la partecipazione al presidio in programma sabato 10 ottobre alle 15 in piazza della Scala a Milano. L’associazione ha inviato all’assessore regionale Massimo Sertori un documento di posizionamento nel quale richiama l’attenzione sui consumi energetici, sull’uso del suolo e sugli effetti ambientali legati alla crescita di nuovi impianti sul territorio lombardo.
Il nodo dei consumi energetici e degli obiettivi climatici
Secondo Legambiente, l’espansione dei data center può incidere in maniera rilevante sulla domanda di energia e rendere più complesso il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. L’associazione sostiene che le richieste di connessione energetica presentate dagli operatori abbiano raggiunto dimensioni tali da rendere necessario un controllo più rigoroso sulla programmazione degli insediamenti.
Nel documento viene inoltre contestata l’adeguatezza della normativa regionale approvata a giugno. Le mobilitazioni locali, secondo Legambiente, hanno fatto emergere questioni che non riguardano soltanto la pianificazione urbanistica, ma anche gli effetti ambientali e la capacità dei territori di sostenere una forte concentrazione di infrastrutture digitali.
L’associazione chiede quindi che lo sviluppo del settore venga accompagnato da una pianificazione pubblica capace di valutare in anticipo domanda energetica, compatibilità ambientale e distribuzione territoriale degli impianti.
Suolo, rumore e vicinanza alle abitazioni tra le criticità
Tra le principali preoccupazioni indicate figurano il consumo di suolo, la vicinanza dei data center alle aree residenziali, gli effetti sul paesaggio, le emissioni prodotte dai sistemi di continuità e il rumore generato dagli impianti di raffreddamento.
La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, ha inoltre evidenziato la differenza di forza informativa e negoziale tra comunità locali e grandi operatori immobiliari, finanziari e tecnologici. Per l’associazione, l’evoluzione rapida delle tecnologie potrebbe ridurre alcune criticità, ma la regolamentazione deve assicurare maggiore trasparenza e partecipazione nelle scelte che incidono direttamente sul territorio.
Legambiente collega il tema anche alla crescente attrattività della Lombardia per gli investimenti nel settore, in una fase in cui in altri Paesi europei sono state introdotte limitazioni o moratorie su nuovi insediamenti.
Le otto richieste presentate alla Regione
Nel documento inviato al Pirellone, l’associazione formula otto indicazioni da inserire nelle future decisioni politiche e amministrative. La prima riguarda la localizzazione dei nuovi impianti, che secondo Legambiente dovrebbe avvenire esclusivamente in aree già dismesse, evitando ulteriore consumo di territorio.
Viene poi richiesto l’utilizzo di fonti rinnovabili insieme a elevati standard di efficienza energetica, oltre alla previsione di misure di mitigazione e compensazione direttamente nei territori interessati. L’associazione si oppone inoltre all’installazione di nuova potenza termoelettrica destinata agli impianti e chiede soluzioni alternative anche per i gruppi di continuità.
Tra gli altri punti figurano il rafforzamento della Valutazione di impatto ambientale e della partecipazione pubblica, l’analisi degli effetti cumulativi su suolo, acqua, aria, ecosistemi, rumore e microclima e l’inclusione nella valutazione delle opere accessorie, come i cavidotti.
Legambiente chiede anche che una quota della capacità computazionale installata venga destinata a progetti di ricerca e attività di interesse pubblico. Nel documento viene infine respinta l’ipotesi di presentare il nucleare come soluzione energetica per lo sviluppo dei data center.
La richiesta di un piano nazionale
Accanto alla revisione delle regole regionali, l’associazione ritiene necessario un piano nazionale dedicato ai data center, in grado di coordinare lo sviluppo digitale con le politiche energetiche e climatiche. La richiesta è quella di evitare procedure eccessivamente semplificate e di costruire invece un sistema di autorizzazioni che tenga conto delle ricadute complessive sui territori.
La partecipazione al presidio milanese del 10 ottobre si inserisce quindi in una mobilitazione più ampia con cui Legambiente punta a riportare al centro del confronto pubblico il rapporto tra infrastrutture digitali, disponibilità energetica e tutela ambientale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to