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Milano, chat ATM con immagini dai bus: esposto Codacons

19/06/2026

Milano, chat ATM con immagini dai bus: esposto Codacons

Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, al Garante per la Protezione dei Dati Personali e al Ministero competente sulla vicenda che coinvolgerebbe alcuni dipendenti ATM. Al centro del caso ci sarebbero immagini estratte dai sistemi di videosorveglianza presenti sui mezzi pubblici milanesi, poi condivise all’interno di una chat utilizzata da personale dell’azienda insieme a commenti offensivi e sessisti rivolti a passeggere ignare.

Le immagini sarebbero state prese dalle telecamere dei mezzi

La vicenda sarebbe emersa dopo segnalazioni giornalistiche e contenuti diffusi sui social network. Secondo quanto riportato, alcune immagini riprese dalle telecamere installate sui mezzi pubblici sarebbero state utilizzate fuori dal contesto per cui quei sistemi sono stati predisposti, finendo in una conversazione privata accompagnate da frasi lesive della dignità delle persone ritratte.

Il punto centrale riguarda l’uso dei sistemi di videosorveglianza, strumenti installati sui veicoli del trasporto pubblico con finalità di sicurezza, tutela dei passeggeri e prevenzione di episodi critici. Se i fatti venissero accertati, l’utilizzo delle immagini per scopi diversi da quelli previsti aprirebbe un profilo particolarmente delicato sul piano della riservatezza, della protezione dei dati personali e del rispetto degli utenti del servizio pubblico.

Il Codacons chiede accertamenti su responsabilità e dati

Nell’esposto, il Codacons chiede agli organi competenti di verificare con precisione quanto accaduto, ricostruire l’eventuale catena di accesso alle immagini e individuare possibili responsabilità. L’associazione chiede anche di accertare se i dati raccolti attraverso la videosorveglianza siano stati trattati correttamente e se siano state rispettate le regole previste per la conservazione, l’accesso e l’utilizzo delle registrazioni.

Secondo l’associazione, qualora le circostanze venissero confermate, il caso avrebbe una gravità particolare perché toccherebbe direttamente il rapporto di fiducia tra cittadini e servizio pubblico. Chi utilizza metropolitane, autobus e tram deve poter contare sul fatto che le telecamere siano impiegate per la propria sicurezza e non per la diffusione impropria di contenuti personali o degradanti.

Attesa per le verifiche delle autorità competenti

L’intervento del Codacons punta a ottenere verifiche formali da parte della magistratura, dell’Autorità garante per la privacy e del Ministero competente. Saranno gli accertamenti a stabilire se le immagini siano state effettivamente estratte dai sistemi di videosorveglianza dei mezzi pubblici, chi vi abbia avuto accesso e con quali modalità siano state diffuse nella chat.

La richiesta dell’associazione comprende l’adozione di eventuali provvedimenti a tutela degli utenti, nel caso in cui emergano violazioni o utilizzi impropri dei dati personali. La vicenda richiama il tema della sicurezza digitale nei servizi pubblici e della necessità di garantire procedure rigorose per impedire che strumenti pensati per proteggere i cittadini possano essere usati contro la loro privacy e la loro dignità.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.