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Lombardia, geriatra di comunità: sì unanime in Commissione

19/06/2026

Lombardia, geriatra di comunità: sì unanime in Commissione

La Lombardia si prepara a istituire la figura del geriatra di comunità, pensata per rafforzare l’assistenza agli anziani nelle Case di Comunità e nelle reti territoriali delle ASST. La risoluzione è stata approvata all’unanimità nella Commissione Sanità del Consiglio regionale e impegna la Giunta ad avviare percorsi sperimentali dedicati alla prevenzione, alla valutazione della fragilità e alla presa in carico delle persone anziane.

Una nuova figura per una popolazione che invecchia

Il provvedimento nasce dentro un quadro demografico destinato a pesare in modo significativo sull’organizzazione sanitaria. Secondo le proiezioni richiamate dal relatore Davide Casati, consigliere regionale del Partito Democratico, gli over 80 potrebbero aumentare del 41% nei prossimi nove anni. Una crescita che rende necessario preparare il sistema sanitario, sia sul territorio sia negli ospedali, a una domanda di cura più complessa e continuativa.

La risoluzione, di cui Casati è relatore insieme alla collega Paola Bulbarelli, punta a valorizzare il ruolo del geriatra nella dimensione più vicina ai cittadini. Le Case di Comunità diventano così il primo spazio in cui sperimentare un modello capace di intercettare precocemente i bisogni degli anziani, prima che le condizioni di fragilità si trasformino in emergenze o ricoveri evitabili.

Obiettivo: ridurre accessi impropri e rafforzare il territorio

Secondo Casati, la sfida dell’invecchiamento non può essere affrontata soltanto con il modello ospedaliero tradizionale. Il testo approvato in Commissione punta infatti a costruire un raccordo più solido tra ospedale, medicina territoriale e assistenza primaria, con percorsi personalizzati per le persone anziane e per le famiglie che le seguono.

Il geriatra di comunità dovrebbe operare come figura specialistica accessibile, vicina ai cittadini e in grado di supportare i medici di medicina generale nella valutazione precoce della fragilità, nella gestione delle cronicità e nell’accompagnamento dopo eventi acuti o ricoveri. La stessa risoluzione richiama anche la necessità di valorizzare il geriatra dentro gli ospedali e nei Pronto Soccorso, dove arrivano spesso pazienti anziani con bisogni sanitari e sociali intrecciati.

Dalle buone pratiche locali a una rete regionale

Nel confronto preparatorio sono state richiamate alcune esperienze già attive in Lombardia, tra cui il codice argento al San Gerardo di Monza e all’ospedale civile di Montichiari, in provincia di Brescia. In questi casi, ai pazienti anziani e fragili viene riservato un percorso preferenziale, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico e ridurre tempi e criticità nell’accesso alle cure.

La risoluzione chiede di rendere più omogenee sul territorio esperienze di questo tipo, superando la frammentazione tra singole iniziative locali. Tra le misure previste figurano lo screening proattivo della fragilità, il potenziamento delle Frailty Unit nei Pronto Soccorso, la creazione di una rete dedicata alla fragilità e il rafforzamento della formazione specialistica in geriatria.

Casati ha espresso soddisfazione per il confronto tra maggioranza e opposizione e ha auspicato l’approvazione definitiva della risoluzione da parte del Consiglio regionale entro la fine del mese. Il passaggio in Aula sarà il prossimo snodo per trasformare l’indirizzo politico in una sperimentazione concreta nei servizi sanitari territoriali lombardi.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.