Lombardia, ostetrica a domicilio estesa a tutta la regione
23/09/2026
Il servizio di ostetrica a domicilio sarà esteso a tutta la Lombardia fino alla fine del 2027. La Giunta regionale ha approvato l’allargamento della Continuità assistenziale ostetrica dopo una fase sperimentale avviata in alcune Asst e Irccs nei territori di Pavia, Como, Varese, Bergamo e Valle Camonica. Per sostenere la misura sono stati stanziati 700mila euro. Il Partito Democratico lombardo ha rivendicato il proprio contributo al percorso che ha portato alla decisione, ricordando gli ordini del giorno e gli emendamenti presentati nelle precedenti sessioni di bilancio.
Visita a casa entro sette giorni dalle dimissioni
Il servizio è rivolto alle donne e ai neonati dopo il rientro a casa dal reparto maternità. Una professionista sanitaria potrà effettuare una visita domiciliare per verificare le condizioni della madre e del bambino, offrire indicazioni sulla gestione del neonato e individuare eventuali situazioni che richiedano ulteriori approfondimenti.
La presa in carico sarà modulata sulla base delle condizioni rilevate. Una scheda di continuità assistenziale ostetrica servirà a definire tre livelli di priorità, da bassa a medio-alta, ai quali corrisponderanno tempi differenti per la visita: entro sette, cinque oppure tre giorni dalle dimissioni.
È prevista anche una griglia per la rilevazione del rischio sociale, attraverso la quale potranno essere individuate condizioni di fragilità che rendano necessari interventi aggiuntivi o il coinvolgimento di altri professionisti e servizi territoriali.
Attenzione anche ai segnali di depressione post-partum
Tra gli aspetti osservati durante l’assistenza domiciliare rientrerà anche il benessere psicologico della madre. Secondo quanto riportato nel comunicato del gruppo Pd in Consiglio regionale, la depressione post-partum interessa in Lombardia circa il 10% delle donne durante la gravidanza o nel periodo successivo.
Nel caso emergano elementi che richiedano un approfondimento, l’équipe sanitaria potrà programmare ulteriori visite o consulenze specialistiche. Il modello punta quindi a garantire continuità tra la dimissione ospedaliera e il rientro nell’ambiente familiare, con una valutazione tempestiva dei bisogni sanitari e assistenziali.
Bussolati e Majorino rivendicano il percorso avviato dal Pd
Il consigliere regionale Pietro Bussolati, indicato come primo firmatario degli atti presentati negli anni precedenti, ha definito l’estensione del servizio un risultato significativo per neomamme e neopapà. Secondo Bussolati, la presenza dell’ostetrica può aiutare le famiglie ad affrontare i primi dubbi nella gestione del neonato e permettere di intercettare rapidamente eventuali situazioni di difficoltà.
Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, ha ricordato che l’ostetricia domiciliare figurava nel programma elettorale del gruppo nel 2023 e che la proposta era stata sostenuta attraverso diversi interventi durante le sessioni di bilancio. Alla richiesta di estensione della misura, secondo quanto riferito dal gruppo consiliare, avevano aderito anche amministratori locali della Città metropolitana.
Con la nuova delibera, la sperimentazione territoriale viene quindi trasformata in un servizio disponibile sull’intero territorio lombardo, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza nelle prime settimane successive alla nascita e facilitare l’individuazione dei casi che necessitano di un supporto sanitario o sociale aggiuntivo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to