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Lecco, 24mila euro a “Impronte Sonore” per cinque musei

20/07/2026

Lecco, 24mila euro a “Impronte Sonore” per cinque musei

Regione Lombardia finanzierà con 24.010 euro il progetto “Impronte Sonore” della Provincia di Lecco, classificatosi al secondo posto nell’Avviso Unico Cultura 2026 per l’ambito dedicato a musei, sistemi bibliotecari e archivi. L’iniziativa, dal costo complessivo di 49mila euro, coinvolgerà cinque musei pilota tra giugno e dicembre 2026.

Un archivio per conservare voci, racconti e paesaggi sonori

Il progetto utilizzerà il suono per raccontare il patrimonio culturale lecchese attraverso testimonianze, voci, rumori ambientali e registrazioni immersive. Il materiale confluirà in un Archivio Sonoro aperto a nuovi contributi e destinato a rimanere a disposizione dell’intero Sistema Museale provinciale.

La raccolta dovrebbe comprendere oltre cento registrazioni provenienti dai cinque musei selezionati, uno per ciascuna tipologia rappresentata nel sistema. Alle tracce audio si aggiungeranno almeno cinque podcast accessibili, costruiti con le testimonianze di operatori, curatori, volontari e cittadini.

Nei musei saranno inoltre allestite le “Oasi Sonore”, spazi sperimentali nei quali il pubblico potrà ascoltare i contenuti, vivere un’esperienza immersiva e fornire osservazioni utili a migliorare il progetto. La dimensione sonora affiancherà così la fruizione visiva delle collezioni, ampliando le possibilità di incontro con opere, oggetti e memorie locali.

Musei accessibili a persone con disabilità e anziani

“Impronte Sonore” segue i principi del design universale e dell’accessibilità culturale. Le attività saranno rivolte in particolare alle persone con disabilità sensoriali, agli anziani, ai giovani e a coloro che incontrano ostacoli fisici, percettivi o sociali nell’accesso ai luoghi della cultura.

I contenuti saranno utilizzati all’interno dei musei e messi a disposizione di strutture socio-assistenziali e Residenze sanitarie assistenziali. Tra i soggetti coinvolti figurano gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi ETS di Lecco, che contribuiranno a portare le esperienze sonore nei contesti dedicati alla cura e all’assistenza.

Una parte del programma sarà riservata alla formazione degli operatori museali. Il personale potrà acquisire competenze sull’impiego dei contenuti audio, sulla mediazione culturale e sulla progettazione di percorsi capaci di rispondere alle esigenze di pubblici differenti.

“Generazione Voce” coinvolge i giovani Neet

Tra le attività previste figura il laboratorio “Generazione Voce”, rivolto ai giovani Neet, persone che non studiano e non partecipano a percorsi lavorativi o formativi. I partecipanti seguiranno un programma dedicato alla registrazione, alla scrittura sonora e alla produzione di podcast.

I giovani saranno coinvolti nella costruzione dei contenuti e nella narrazione del patrimonio, lavorando su storie, luoghi e testimonianze custodite dai musei. Le produzioni realizzate durante il laboratorio entreranno nell’Archivio Sonoro e potranno essere utilizzate nei percorsi di visita e nelle attività destinate alle strutture assistenziali.

Il progetto intende così trasformare i partecipanti da destinatari delle politiche culturali a collaboratori attivi. Al termine del percorso sarà organizzato un evento pubblico durante il quale verranno presentati i risultati, le registrazioni e gli strumenti elaborati.

Un modello da estendere al Sistema Museale provinciale

La Provincia predisporrà anche un vademecum operativo per consentire agli altri musei del territorio di replicare le attività sperimentate nelle cinque sedi pilota. Archivio e manuale costituiranno i principali strumenti permanenti lasciati dal progetto.

“Impronte Sonore” prosegue il percorso avviato nel 2024 con “Star bene al museo” e sviluppato nel 2025 attraverso il progetto transfrontaliero Interreg “Museo di prossimità”, del quale la Provincia di Lecco è partner. Le diverse iniziative mettono in relazione patrimonio culturale, benessere, accessibilità e partecipazione delle comunità.

La presidente della Provincia, Alessandra Hofmann, e la consigliera delegata alla Cultura e ai Beni culturali, Silvia Bosio, hanno spiegato che il finanziamento permetterà di sperimentare modalità di accesso fondate sul suono e sul coinvolgimento diretto del pubblico.

Secondo le amministratrici, la cultura deve essere organizzata come un sistema capace di collegare luoghi, competenze, persone e comunità. Il progetto consentirà di far lavorare insieme musei, giovani, operatori, cittadini fragili e realtà sociali, rendendo disponibile il patrimonio lecchese anche fuori dagli spazi espositivi tradizionali.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.