Confindustria Lombardia, welfare nell’84% delle imprese
08/06/2026
Welfare aziendale presente nell’84% delle imprese lombarde, attenzione crescente agli under 30 e agli over 60, intelligenza artificiale in fase di adozione o valutazione nel 64% delle aziende. Sono alcuni dei dati principali dell’edizione 2026 dell’Indagine Lavoro “I numeri per le risorse umane”, realizzata da Confindustria Lombardia in collaborazione con le nove associazioni territoriali lombarde su un campione di circa 800 aziende.
Welfare diffuso e crediti aggiuntivi per i dipendenti
L’indagine, presentata il 3 giugno durante un webinar aperto dai saluti della segretaria generale di Confindustria Lombardia, Alina Candu, fotografa un sistema produttivo impegnato a ridisegnare le politiche del personale in una fase di forte trasformazione del lavoro. Il welfare aziendale risulta ormai una componente stabile nell’organizzazione delle imprese: è presente nell’84% delle aziende lombarde coinvolte nella rilevazione.
Nel 36% dei casi le imprese offrono ai dipendenti la possibilità di convertire in welfare il premio aziendale, opportunità scelta dal 38% dei lavoratori interessati. Il 54% delle aziende che mettono a disposizione misure di welfare riconosce inoltre un credito aggiuntivo unilaterale, il cosiddetto welfare on top, che in media vale 576 euro.
Tra i servizi più utilizzati figurano l’assistenza sanitaria integrativa, presente nel 61% delle imprese, i buoni spesa, indicati dal 55%, i buoni pasto, al 52%, e le misure legate alla previdenza complementare, offerte dal 45% delle aziende. Il quadro restituisce un modello di welfare sempre più orientato a sostenere reddito, salute e previdenza dei dipendenti.
Under 30 e over 60 al centro delle politiche aziendali
La gestione delle diverse generazioni in azienda rappresenta un altro capitolo centrale dell’indagine. Nelle imprese lombarde gli under 30 costituiscono il 13,6% del personale, mentre gli over 60 rappresentano l’8,3%. Per i più giovani, le azioni più diffuse riguardano l’inserimento in programmi di mentoring e affiancamento con figure senior, adottati dal 61% delle imprese con personale under 30.
Seguono i programmi di formazione iniziale e onboarding dedicato, presenti nel 57% delle aziende, e i percorsi di crescita e carriera, indicati dal 55%. Le imprese puntano quindi a costruire passaggi più strutturati tra ingresso, apprendimento e sviluppo professionale, con un ruolo rilevante affidato allo scambio di competenze tra generazioni.
Per gli over 60, il 64% delle imprese con personale senior ha già introdotto o prevede di introdurre una o due azioni specifiche, mentre il 23% combina tre o più interventi. La misura più frequente è la flessibilizzazione dell’orario di lavoro, segnalata dal 57% delle aziende, seguita dalla ricerca di profili destinati alla sostituzione dopo il pensionamento, indicata dal 44%.
Circa un quarto delle imprese prevede adattamenti ergonomici del posto di lavoro, mentre il 18% offre percorsi di riqualificazione professionale, tra upskilling e reskilling. Il 10% coinvolge i lavoratori senior in programmi di mentoring rivolti alle risorse più giovani.
Intelligenza artificiale e nuove competenze nelle imprese lombarde
L’indagine dedica spazio anche alla trasformazione tecnologica. Le imprese lombarde che hanno adottato o stanno valutando soluzioni di intelligenza artificiale sono passate dal 59% al 64%. La crescita riguarda anche l’impegno delle funzioni HR nell’adeguamento delle competenze, con un dato particolarmente significativo tra le aziende di dimensioni più ridotte.
Il 27% delle imprese con meno di 25 dipendenti è impegnato nella formazione del personale sulle nuove tecnologie, contro il 17% registrato nel 2024. Un segnale che indica una maggiore consapevolezza anche nelle piccole realtà produttive, chiamate a integrare strumenti digitali e competenze aggiornate nei propri processi organizzativi.
Secondo Alina Candu, il sistema imprenditoriale lombardo sta affrontando una transizione che riguarda il mercato del lavoro, il welfare, il ricambio generazionale e l’adozione dell’intelligenza artificiale. Il lavoro ibrido viene indicato come una nuova normalità, mentre l’attenzione alle competenze tecnologiche diventa parte delle strategie di crescita delle imprese.
Al webinar hanno partecipato anche Andrea Fioni, Senior Expert del Centro Studi Assolombarda, e Davide Fedreghini, Expert del Centro Studi Confindustria Brescia. Il confronto è stato arricchito dalle testimonianze aziendali di Monica Chiari di Cameo Spa, Giulia Roman di S.T. System Truck S.p.A. e Federico Valtolina di ABB, moderati dal giornalista Claudio Tucci.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to