Sondrio, giovane sequestrato e rapinato: due arresti
21/09/2026
Due persone sono state arrestate con l’accusa di aver sequestrato, rapinato e ferito un giovane valtellinese, ritrovato seminudo e legato nella zona industriale di Sondrio. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica. Gli accertamenti sull’aggressione hanno aperto anche un secondo filone investigativo relativo a un vasto traffico di stupefacenti nel quale, secondo gli investigatori, sarebbe stato coinvolto lo stesso giovane sequestrato.
Ritrovato seminudo con fascette ai polsi e al collo
L’indagine è partita nella tarda serata del 17 marzo, quando alla Questura di Sondrio è stata segnalata la presenza di un ragazzo seminudo che vagava nella zona industriale della città. Gli agenti della Squadra Volante e della Squadra Mobile lo hanno trovato in stato confusionale, con ematomi ed escoriazioni sul corpo e con fascette di plastica e nastro adesivo ancora attorno ai polsi e al collo.
Il giovane ha raccontato agli investigatori di essere stato aggredito da più persone, picchiato e immobilizzato. Secondo la sua ricostruzione, gli aggressori gli avrebbero legato mani e piedi, coperto la bocca con del nastro adesivo e rinchiuso nel bagagliaio della sua automobile. Dopo aver percorso diversi chilometri, lo avrebbero abbandonato ancora legato nei pressi dell’abitazione dei genitori, allontanandosi con il veicolo.
La Squadra Mobile ha avviato appostamenti, pedinamenti, accertamenti scientifici, audizioni di persone informate sui fatti e verifiche sui social network. Un ruolo rilevante è stato attribuito alle tracce biologiche e ai profili DNA individuati nell’automobile della vittima, sul nastro utilizzato per immobilizzarla e nel bagagliaio.
Il DNA rafforza il quadro indiziario su due sospettati
Il confronto tra le tracce raccolte e i profili genetici di alcuni sospettati ha contribuito, secondo la Polizia, a rafforzare gli elementi investigativi a carico di due persone. Su richiesta della Procura, il giudice ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Gli investigatori ritengono che l’aggressione possa essere collegata a un regolamento di conti maturato nell’ambiente dello spaccio di droga. Si tratta di una ricostruzione investigativa ancora sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria; per gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Durante le perquisizioni eseguite nei confronti dei due arrestati sono state sequestrate fascette in plastica, telefoni cellulari e appunti che, secondo gli investigatori, riporterebbero informazioni su tipologie di stupefacenti, prezzi e guadagni.
Nell’abitazione 34 chili di hashish e 3,5 di marijuana
Le verifiche sull’aggressione hanno portato gli investigatori ad approfondire anche la posizione del giovane sequestrato. Secondo la ricostruzione della Questura, il ragazzo avrebbe gestito un’attività di cessione di hashish, marijuana e sigarette elettroniche contenenti THC, con contatti in Valtellina, in altre province lombarde e fuori regione.
Alcune settimane dopo l’aggressione il giovane era stato arrestato dai Carabinieri dopo essere stato trovato, secondo quanto riferito dalla Polizia, con circa 250 grammi di hashish e marijuana e 226 euro in contanti.
Nella successiva perquisizione della sua abitazione di Edolo, effettuata con la partecipazione della Squadra Mobile di Sondrio, erano stati sequestrati circa 34 chili di hashish, 3,5 chili di marijuana, 63 sigarette elettroniche al THC e 8.640 euro in contanti.
Oltre 38mila euro nascosti dietro il battiscopa
Un ulteriore accertamento nell’abitazione dei genitori a Sondrio ha consentito alla Squadra Mobile di recuperare 38.280 euro in contanti. Il denaro, suddiviso in mazzette da mille euro, era nascosto dietro il battiscopa della cucina, secondo quanto riportato nel comunicato della Questura.
Le indagini finanziarie avrebbero inoltre ricostruito trasferimenti di denaro attraverso conti PayPal riconducibili al giovane ma formalmente intestati a terzi, con successivi passaggi verso un conto collegato alla sua ditta individuale. La Procura ipotizza, su questo fronte, i reati di cessione di sostanze stupefacenti e autoriciclaggio e ha disposto il sequestro preventivo delle somme ritenute profitto delle attività contestate.
I due indagati raggiunti dalla misura cautelare sono stati trasferiti nelle case circondariali di Sondrio e Lecco, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono sui due filoni, quello relativo al sequestro e alla rapina e quello riguardante il presunto traffico di stupefacenti e i relativi movimenti di denaro.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to