Paralimpiadi Milano Cortina 2026, apertura all’Arena di Verona tra sport e inclusione
09/03/2026
L’Arena di Verona ha acceso ufficialmente i riflettori sulle Paralimpiadi Milano Cortina 2026, inaugurando un evento che unisce sport di alto livello, impegno civile e una forte dimensione sociale. L’antico anfiteatro romano, trasformato per una sera in palcoscenico internazionale, ha accolto delegazioni, istituzioni e atleti provenienti da tutto il mondo, dando il via a una manifestazione che porterà competizioni e pubblico tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.
Tra le regioni protagoniste spicca la Lombardia, presente nella delegazione italiana con 13 atleti su 45 convocati. Una rappresentanza significativa che conferma la tradizione sportiva del territorio nel movimento paralimpico e il lavoro sviluppato negli ultimi anni per sostenere l’attività sportiva delle persone con disabilità.
Alla cerimonia inaugurale erano presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo.
Milano e la centralità dell’hockey su ghiaccio
Il programma delle competizioni assegna a Milano un ruolo di primo piano, in particolare con le gare di hockey su ghiaccio paralimpico, disciplina tra le più spettacolari e seguite dell’intero calendario. Si tratta di uno sport veloce e fisicamente impegnativo, capace di attirare pubblico e attenzione mediatica grazie al ritmo serrato delle partite e alla tecnica richiesta agli atleti.
L’organizzazione delle gare nel capoluogo lombardo rafforza la dimensione internazionale dei Giochi e offre alla città l’opportunità di mostrare infrastrutture rinnovate e servizi pensati per accogliere atleti e spettatori con esigenze diverse.
Secondo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la manifestazione assume un valore che va oltre la competizione sportiva. Gli atleti paralimpici arrivano ai Giochi dopo anni di allenamenti intensi e percorsi personali spesso complessi, segnati da determinazione e costanza.
Il loro esempio restituisce un’immagine dello sport capace di raccontare storie di resilienza e di crescita personale, elementi che rendono le Paralimpiadi un appuntamento con una forte dimensione umana.
Infrastrutture accessibili e progetti per il territorio
Dietro l’organizzazione dei Giochi si trova un lavoro lungo e articolato che ha coinvolto amministrazioni locali, associazioni sportive e operatori del turismo. In Lombardia sono state mappate circa 170 iniziative legate alla cosiddetta “legacy paralimpica”, cioè l’eredità concreta lasciata dall’evento sul territorio.
Gli interventi riguardano ambiti diversi: mobilità accessibile, riqualificazione di impianti sportivi, innovazione tecnologica e programmi dedicati al turismo inclusivo.
Tra i progetti più rilevanti figura STAI, arrivato alla seconda edizione, sostenuto con oltre sei milioni di euro nelle province di Pavia e Sondrio. L’iniziativa prevede formazione per operatori turistici, percorsi di tirocinio destinati a persone con disabilità e interventi mirati a migliorare l’accessibilità delle strutture ricettive.
Il progetto introduce inoltre servizi di interpretariato in Lingua dei Segni, spazi di quiete dedicati a persone con disabilità intellettive e applicazioni digitali progettate per facilitare la fruizione turistica del territorio.
Secondo l’assessore Elena Lucchini, le Paralimpiadi rappresentano un momento di grande orgoglio per la regione ma anche un’occasione per consolidare politiche di inclusione e partecipazione. Ogni stazione resa accessibile, ogni impianto sportivo adeguato, ogni programma formativo attivato contribuisce a costruire una rete di servizi destinata a rimanere anche dopo la conclusione dei Giochi.
L’impatto sociale dello sport paralimpico
L’effetto delle Paralimpiadi non si misura soltanto attraverso i risultati sportivi. Studi dell’International Paralympic Committee indicano che, nei tre anni successivi a un’edizione dei Giochi, la pratica sportiva tra le persone con disabilità registra una crescita compresa tra il 20 e il 25 per cento.
In Lombardia questo potenziale si inserisce in un sistema già strutturato, composto da oltre 450 associazioni sportive attive sul territorio e da programmi regionali sviluppati insieme al Comitato Italiano Paralimpico per favorire l’avvicinamento allo sport.
La sottosegretaria regionale allo Sport e ai Giovani Federica Picchi ha sottolineato come l’eredità dei Giochi stia accelerando anche la trasformazione delle infrastrutture. Località alpine come Bormio e Livigno stanno adeguando piste, aree tecniche e servizi logistici per garantire piena accessibilità, mentre nuovi interventi riguardano rampe, percorsi tattili e sistemi di trasporto assistito.
A questo si affiancano investimenti più ampi, tra cui un bando da cento milioni di euro destinato agli impianti sportivi che scelgono di eliminare barriere architettoniche e migliorare l’accessibilità.
Un ulteriore tassello è rappresentato dal progetto Ski Ability, nato proprio nell’ambito del percorso verso Milano Cortina 2026. L’iniziativa mappa l’accessibilità dei comprensori sciistici alpini e offre informazioni utili agli sciatori con disabilità, diventando un modello osservato anche da altri paesi europei.
Le Paralimpiadi inaugurate a Verona si inseriscono quindi in una trasformazione più ampia che coinvolge sport, turismo e politiche sociali. Gli atleti che scendono in pista rappresentano il volto più visibile di questo processo, mentre dietro le competizioni si sviluppa un lavoro destinato a incidere sulla qualità della vita di molte persone.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.