Mantova, turismo in crescita: Massari rilancia il modello diffuso tra città, colline e territori
09/04/2026
Mantova e la sua provincia consolidano il proprio profilo come destinazione capace di coniugare patrimonio storico, identità culturale e attrattività territoriale. È attorno a questa visione che si è sviluppata la visita istituzionale dell’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Debora Massari, impegnata in una serie di incontri e tappe simboliche tra Solferino, Borgo Virgilio e il capoluogo virgiliano.
Il messaggio che emerge è chiaro: Mantova viene letta come uno dei casi più interessanti di sviluppo turistico sostenibile in Lombardia, grazie a una combinazione riconoscibile di storia, paesaggio, tradizioni e capacità di distribuire i flussi oltre il perimetro urbano. Una caratteristica che oggi rappresenta un vantaggio competitivo sempre più rilevante, in un mercato dove cresce l’interesse per esperienze autentiche, itinerari diffusi e destinazioni meno congestionate.
Tra memoria storica e promozione del territorio
La visita ha preso avvio a Solferino, luogo emblematico della storia nazionale, dove l’assessore ha incontrato l’associazione Colline Moreniche e i sindaci del territorio per un confronto sulle strategie di promozione turistica locale. Un passaggio che sottolinea il peso crescente delle aree collinari e dei piccoli centri nella costruzione dell’identità turistica mantovana.
Successivamente, a Borgo Virgilio, la giornata ha assunto anche un valore istituzionale e simbolico con la cerimonia di intitolazione di una piazza a Paolo Bonomi, fondatore di Coldiretti. Alla cerimonia hanno preso parte anche il ministro Francesco Lollobrigida e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, a conferma di un intreccio sempre più evidente tra promozione turistica, cultura rurale e valorizzazione delle radici produttive del territorio.
La parte centrale della visita si è poi concentrata su Mantova città, con un itinerario attraverso alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi, dal Castello di San Giorgio alla Basilica di Sant’Andrea, fino all’incontro alla Camera di Commercio con le associazioni di categoria. Un confronto utile a fare il punto non solo sui numeri del comparto, ma anche sulle esigenze operative di chi lavora quotidianamente nell’accoglienza, nella ricettività e nei servizi legati al turismo.
I numeri del 2025 confermano la crescita
I dati più recenti rafforzano la lettura positiva del momento che sta vivendo il turismo mantovano. Nel 2025 la provincia ha registrato circa 372 mila arrivi e quasi 839 mila pernottamenti, con un incremento di circa 71 mila presenze rispetto al 2024. Una crescita che segnala una capacità di consolidamento e non soltanto una spinta episodica.
La componente italiana continua a rappresentare la quota prevalente, con il 60,62% delle presenze totali, mentre la permanenza media si attesta a 2,2 notti. Sul fronte internazionale, il dato più interessante riguarda la stagionalità: i visitatori stranieri mostrano una crescita più marcata soprattutto nei mesi estivi, con un picco tra luglio e agosto che raggiunge circa 100 mila presenze.
Accanto ai volumi, emerge anche un indicatore qualitativo particolarmente significativo. L’analisi di oltre 100 mila tracce digitali restituisce infatti un indice di soddisfazione pari a 86,8 su 100, segnale di una percezione molto positiva dell’esperienza turistica offerta dal territorio. Tra i luoghi più apprezzati figurano Palazzo Te, Palazzo Ducale e il già citato Castello di San Giorgio, ma ottengono ottimi riscontri anche attrazioni situate fuori città, come il Santuario di Curtatone, la Rocca di Solferino e il Castello di Monzambano.
Il turismo diffuso spinge la provincia oltre il capoluogo
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dai dati riguarda la distribuzione dei flussi. Il 66% delle presenze si concentra infatti fuori dal capoluogo, nelle aree provinciali e nei territori a vocazione naturalistica e paesaggistica. È un dato che conferma una tendenza già osservata in altre parti della Lombardia, ma che a Mantova assume una fisionomia particolarmente interessante per la varietà delle sue proposte.
Questa diffusione del turismo oltre la città risponde a un’evoluzione più ampia della domanda: cresce l’interesse per esperienze legate al paesaggio, ai cammini, alla dimensione enogastronomica, ai piccoli borghi e a forme di soggiorno meno concentrate. In questo senso, il territorio mantovano sembra intercettare bene il desiderio di un turismo più lento, distribuito e relazionale.
Dal punto di vista dell’offerta ricettiva, si conferma la prevalenza del comparto extra-alberghiero, che raccoglie il 52,63% delle presenze. Un dato che racconta la trasformazione dell’ospitalità locale e la crescente incidenza di formule flessibili e diffuse. Particolarmente significativo l’aumento delle locazioni turistiche non imprenditoriali, che hanno superato quota 400 unità, con circa 100 nuove attivazioni nel solo 2025.
Per Regione Lombardia, il lavoro ora consiste nel mettere a sistema queste diverse eccellenze, facendo in modo che la crescita non resti frammentata ma si traduca in un modello territoriale integrato. È qui che Mantova può giocare una partita importante: non come destinazione isolata, ma come rete di luoghi, paesaggi e patrimoni capaci di generare valore diffuso per l’intera provincia.
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