Lombardia, via libera al geriatra di comunità
08/07/2026
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la Risoluzione per istituire la figura del Geriatra di Comunità, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale e costruire percorsi più adeguati per una popolazione anziana in forte crescita.
Una nuova figura per intercettare prima la fragilità
Il provvedimento impegna la Giunta regionale ad avviare percorsi sperimentali nelle Case di Comunità e nelle reti territoriali delle ASST. Il Geriatra di Comunità sarà chiamato a diventare uno specialista di riferimento per la valutazione precoce delle condizioni di fragilità, il supporto ai medici di assistenza primaria e la definizione di piani personalizzati di cura.
La Risoluzione nasce dentro un quadro demografico che impone una riorganizzazione dell’assistenza. In Lombardia oggi si contano 177 persone over 65 ogni 100 under 15, mentre entro dieci anni gli over 80 sono destinati ad aumentare del 41%. Numeri che richiedono strumenti capaci di garantire continuità assistenziale, prevenzione, presa in carico territoriale e minore ricorso improprio agli ospedali.
La relatrice del provvedimento, Paola Bulbarelli di Fratelli d’Italia, ha sottolineato che la nuova figura potrà aiutare a intercettare con maggiore tempestività le situazioni di fragilità, favorendo la permanenza degli anziani al proprio domicilio e assicurando un’assistenza multidimensionale e continuativa.
Frailty Unit nei Pronto Soccorso e rete dedicata agli anziani
Tra le misure previste dal documento rientrano lo screening proattivo della fragilità, il potenziamento delle Frailty Unit nei Pronto Soccorso, la costruzione di una rete dedicata alla fragilità e percorsi di aggiornamento per favorire una maggiore integrazione tra i professionisti coinvolti nell’assistenza agli anziani.
Il rafforzamento delle Frailty Unit punta a garantire percorsi specifici per gli over 65 che arrivano nei Pronto Soccorso, migliorando la qualità della risposta sanitaria e offrendo un sostegno anche alle famiglie, spesso coinvolte nella gestione quotidiana di situazioni complesse.
Il relatore Davide Casati del Partito Democratico ha evidenziato la necessità di superare un modello centrato quasi esclusivamente sull’ospedale, rafforzando il collegamento tra strutture sanitarie, territorio e professionisti già presenti nel sistema. L’obiettivo indicato è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una presa in carico più adatta ai bisogni delle persone anziane.
Un gruppo regionale per monitorare le sperimentazioni
La Risoluzione prevede anche l’istituzione di un Gruppo di lavoro regionale sulla geriatria, con funzioni consultive e di supporto alla Direzione Generale Welfare. Il nuovo organismo dovrà seguire l’attuazione delle sperimentazioni, monitorarne l’andamento e valutare i risultati raggiunti nei territori coinvolti.
Durante il dibattito sono intervenuti Patrizia Baffi, Marco Carra, Claudia Carzeri, Marisa Cesana e Gigliola Spelzini, che hanno espresso soddisfazione per l’approvazione del testo. Dai banchi del Consiglio è stato richiamato il valore di una misura capace di integrare territorio e ospedale dentro un percorso orientato alla prevenzione, alla personalizzazione delle cure e alle politiche di invecchiamento attivo.
Il sottosegretario con delega ad Autonomia e Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, ha definito il tema centrale per l’evoluzione del sistema sociosanitario lombardo. Secondo Piazza, il testo valorizza il Geriatra di Comunità come riferimento per la gestione proattiva delle fragilità, in coerenza con il rafforzamento della sanità territoriale.
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