Caricamento...

Lombardia365 Logo Lombardia365

Lombardia, un Patto regionale per la lettura per coinvolgere giovani e nuovi lettori

15/03/2026

Lombardia, un Patto regionale per la lettura per coinvolgere giovani e nuovi lettori

Allargare la base dei lettori lombardi, rafforzare la presenza della lettura nella vita quotidiana e raggiungere anche quei cittadini che, per ragioni sociali, anagrafiche o culturali, restano più distanti dai percorsi di partecipazione. È attorno a questa impostazione che prende forma il Patto regionale per la lettura, illustrato dall’assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso in occasione del Consiglio direttivo di Terziario Donna Lombardia, il gruppo di coordinamento di Confcommercio Lombardia che rappresenta l’imprenditoria femminile del settore terziario.

L’incontro ha segnato anche un passaggio concreto nel percorso di costruzione del Patto, con l’adesione ufficiale del Gruppo, in vista della presentazione pubblica fissata per il 18 giugno 2026. Si tratta della prima elaborazione regionale di uno strumento pensato per promuovere la lettura come pratica diffusa e stabile, capace di incidere sulla crescita culturale del territorio e di mettere in relazione istituzioni, realtà economiche, associazioni e servizi.

Un’alleanza regionale per portare i libri dove arrivano meno

Il Patto per la lettura nasce con un obiettivo preciso: favorire la pratica della lettura tra i cittadini lombardi, sostenendo chi già legge e cercando, allo stesso tempo, di aumentare il numero dei lettori abituali. Regione Lombardia punta così a costruire una rete ampia, nella quale soggetti pubblici e privati possano condividere esperienze, affrontare criticità e valorizzare modelli efficaci per rendere il libro più presente nei contesti di vita quotidiana.

La logica non è quella di un’iniziativa isolata o limitata alla promozione simbolica della lettura. L’intenzione dichiarata è dare vita a una collaborazione stabile tra mondi diversi: scuole, biblioteche, imprese, associazioni, ospedali e realtà sociali. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa, perché punta a spostare la lettura fuori dai luoghi tradizionalmente deputati e a portarla anche in spazi e ambienti dove la presenza dei libri è più debole o discontinua.

Secondo l’assessore Caruso, esiste una Lombardia che vuole investire nella cultura in modo tangibile, senza relegarla a un ruolo decorativo. In questo quadro, Terziario Donna viene indicato come una componente significativa del tessuto economico e sociale regionale, capace di agire come presidio diffuso nei territori e di contribuire a rafforzare il legame tra iniziativa culturale e comunità locali.

Cultura e impresa, un rapporto che può produrre effetti concreti

Uno degli aspetti più interessanti del Patto regionale per la lettura è proprio il tentativo di mettere in relazione il mondo culturale con quello imprenditoriale. La lettura, in questa prospettiva, non viene trattata come un’abitudine privata da incentivare soltanto in ambito scolastico o bibliotecario, ma come una leva che può avere effetti più ampi sul piano della qualità sociale, della formazione individuale e della capacità dei territori di produrre consapevolezza.

La scelta di coinvolgere un soggetto come Confcommercio-Terziario Donna Lombardia si inserisce in questa visione. La cultura, ha osservato Caruso, cresce quando incontra l’impresa, ed è proprio da questa convinzione che nasce l’impostazione del Patto: creare un’alleanza duratura tra soggetti diversi, in grado di incidere con maggiore efficacia sui comportamenti e sulle opportunità di accesso ai contenuti culturali.

L’adesione di Terziario Donna Lombardia, dunque, assume un valore che va oltre il gesto formale. Rappresenta l’ingresso nel progetto di una rete che conosce il territorio, le sue dinamiche economiche e le trasformazioni del lavoro femminile, e che può contribuire a diffondere l’idea della lettura come strumento utile anche sul piano professionale, oltre che personale.

La lettura come esercizio di visione e responsabilità sociale

A sottolineare questo aspetto è stata la presidente di Terziario Donna Lombardia, Lionella Maggi, che ha definito l’adesione al Patto una vera e propria assunzione di responsabilità sociale, necessaria per avvicinare alla lettura fasce ampie della popolazione. Nelle sue parole emerge una visione molto netta: per le donne imprenditrici, sviluppare pensiero critico e capacità di visione non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per affrontare la complessità contemporanea.

Il richiamo al pensiero critico è particolarmente significativo, perché restituisce alla lettura una funzione che va ben oltre l’intrattenimento o l’arricchimento personale. Leggere significa anche fermarsi, approfondire, acquisire strumenti di interpretazione, esercitare attenzione e capacità di analisi in un contesto che tende a comprimere tempi, concentrazione e qualità delle informazioni. Per questo l’investimento nella lettura viene descritto come una scelta ad alto potenziale di ritorno, sia sul piano umano sia su quello imprenditoriale.

Nel disegno di Regione Lombardia, il Patto regionale per la lettura si presenta così come uno strumento di connessione tra cultura, cittadinanza e sviluppo. La sfida, adesso, sarà tradurre questa cornice in iniziative capaci di raggiungere davvero i giovani e i cittadini oggi meno coinvolti, trasformando una dichiarazione d’intenti in un’azione continuativa e riconoscibile sul territorio. È su questo passaggio che si misurerà la solidità del progetto e la sua capacità di incidere in modo reale sulle abitudini culturali della Lombardia.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.