Lombardia, bonificati 355mila metri quadrati di siti orfani
22/07/2026
Regione Lombardia ha bonificato 355.326 metri quadrati di aree contaminate, superando il traguardo stabilito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per i cosiddetti “siti orfani”. Al 30 giugno 2026 la quota di superficie riqualificata ha raggiunto il 72,63%, oltre l’obiettivo europeo fissato al 70%.
Investimento da 65 milioni per sedici aree contaminate
Il programma dispone di risorse complessive per 65 milioni di euro: 51,7 milioni arrivano dal Pnrr, mentre altri 13,3 milioni sono stati stanziati dalla Regione. La superficie recuperata corrisponde a circa 35,5 ettari, un’estensione vicina a quella del Parco Sempione di Milano. Con il completamento dei cantieri ancora aperti, il totale dovrebbe salire a 49 ettari.
I siti orfani sono terreni contaminati per i quali il responsabile dell’inquinamento non può essere individuato oppure non ha eseguito gli interventi necessari. La definizione comprende anche le aree nelle quali nessun altro soggetto interessato ha assunto l’iniziativa per il risanamento. In questi casi l’intervento pubblico consente di rimuovere le fonti di contaminazione e avviare il recupero degli spazi.
I risultati sono stati presentati a Palazzo Pirelli dal presidente della Regione Attilio Fontana e dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione. Alla conferenza hanno preso parte anche il direttore generale della Direzione Ambiente e Clima, Roberto Laffi, e il direttore generale di Aria spa, Lorenzo Gubian.
Undici interventi conclusi, cinque ancora in corso
Il piano regionale interessa sedici siti orfani. Quattordici sono gestiti direttamente dalla Regione con il supporto tecnico di Aria spa. Alla data della presentazione risultano completate undici operazioni di bonifica, distribuite nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese, Como e Sondrio.
Gli interventi conclusi riguardano l’area F.lli Re di Schiantarelli a Monza, la Ex Siome-Folla di Malnate, il sito Relub di Bovisio Masciago, la Siecam di Morimondo e il Condominio Annunciata di Como. A questi si aggiungono Sacri e Immobiliare Viale Italia a Sesto San Giovanni, l’area interessata dallo sversamento del 2006 lungo la strada statale 11 a Boffalora Sopra Ticino, l’Ex Cotonificio Fossati di Sondrio, Milanfer a Milano e il complesso Ex Roncoroni-Ex Siome-Ex Lotto E di Malnate.
Restano in fase di realizzazione cinque procedimenti: Lombarda Petroli a Villasanta, Safilo a Vercurago, Area Nova-Elfe-Ex Discarica ECA a Vimodrone, l’ex inceneritore di Abbiategrasso e le aree Ex Snia di Cesano Maderno.
Progettazione, controlli e monitoraggi affidati ad Aria
Aria spa ha seguito le caratterizzazioni ambientali, le analisi di rischio riferite ai singoli siti e la progettazione degli interventi. La società regionale si è occupata anche delle gare, dell’esecuzione dei contratti e del coordinamento delle procedure autorizzative con gli enti coinvolti.
Il lavoro comprende inoltre i controlli durante i cantieri, le certificazioni finali e i monitoraggi successivi alle bonifiche. Queste verifiche proseguiranno anche dopo la chiusura delle operazioni, così da controllare nel tempo le condizioni ambientali delle aree recuperate.
Fontana ha attribuito il superamento del target alla collaborazione tra Regione, amministrazioni locali e strutture tecniche. Maione ha collegato il risultato alla strategia regionale per il recupero dei terreni contaminati e alla prevenzione di nuovi episodi di inquinamento.
Altri 38 milioni per aree inquinate e rimozione dei rifiuti
Le attività sui siti orfani rientrano nel Programma regionale per la gestione dei rifiuti e si affiancano al Piano di bonifica delle aree inquinate 2022-2027. Per quest’ultimo sono stati stanziati oltre 10 milioni di euro durante il mandato regionale.
Ulteriori 28 milioni sono destinati a progetti per la rimozione dei rifiuti, considerata un’azione preventiva contro la contaminazione dei terreni. Il recupero delle superfici potrà consentire nuove destinazioni d’uso, ridurre il consumo di suolo e restituire ai Comuni aree rimaste inutilizzabili a causa dell’inquinamento.
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