Desenzano, donato un cuore dopo l’arresto cardiaco controllato
06/08/2026
L’ospedale di Desenzano del Garda ha completato un percorso di donazione a cuore fermo controllato che ha permesso di destinare al trapianto il cuore di un paziente deceduto. Per la struttura dell’Asst Garda si tratta di un risultato di particolare rilievo clinico e organizzativo: oltre al fegato e ai reni, l’équipe ha potuto rendere disponibile anche l’organo cardiaco, applicando una procedura introdotta in Italia nel 2023 e considerata tra le più complesse della medicina trapiantologica.
Il cuore riattivato e valutato prima del trapianto
La donazione a cuore fermo controllato riguarda pazienti nei quali il decesso viene accertato dopo la cessazione irreversibile delle funzioni cardiocircolatorie. Attraverso apparecchiature altamente specializzate è possibile ripristinare temporaneamente l’attività del cuore, verificarne le condizioni e stabilire se l’organo possa essere utilizzato per un trapianto.
Il programma era stato avviato dall’Asst Garda nell’autunno del 2025 e aveva già consentito il prelievo di tessuti e organi addominali. L’ultima procedura ha segnato un ampliamento significativo delle capacità operative dell’ospedale di Desenzano, inserendolo tra le strutture lombarde in grado di gestire l’intero percorso preliminare alla donazione cardiaca.
La disponibilità di organi provenienti da donatori a cuore fermo può aumentare le possibilità di intervento per i pazienti iscritti nelle liste d’attesa. Ogni fase viene eseguita secondo protocolli rigorosi, nel rispetto della volontà manifestata dal donatore e delle garanzie previste per l’accertamento della morte.
Decine di professionisti coinvolti nell’operazione
Il percorso ha richiesto il coordinamento di numerose unità operative. Il Coordinamento ospedaliero per il procurement di organi e tessuti dell’Asst Garda, insieme al Coordinamento regionale di procurement, ha seguito le diverse fasi, dalla valutazione clinica del donatore alla preparazione delle sale e delle apparecchiature.
Sono stati coinvolti medici e infermieri della Terapia intensiva, cardiologi, operatori di Sala operatoria, specialisti dell’Anatomia patologica e professionisti del Laboratorio analisi. L’attività simultanea dei diversi reparti ha consentito di rispettare tempi e condizioni indispensabili per la corretta conservazione degli organi.
Il supporto del Policlinico San Matteo di Pavia
Un ruolo determinante è stato svolto dall’équipe della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, composta da cardiochirurghi, cardio-anestesisti e perfusionisti. Il gruppo è intervenuto nell’ambito del programma regionale che collega i centri lombardi autorizzati al trapianto cardiaco.
Le squadre chirurgiche sono state coordinate dal NITp, mentre Areu ha garantito il trasporto degli organi. La procedura ha quindi coinvolto una rete sovraospedaliera nella quale competenze cliniche, logistica e tecnologie devono operare con assoluta precisione.
«Questo risultato conferma la crescita della nostra azienda nel settore delle donazioni di organi e tessuti e rafforza il suo ruolo all’interno della rete trapiantologica lombarda», ha dichiarato Pietro Imbrogno, direttore sanitario dell’Asst Garda. Il dirigente ha richiamato il valore del lavoro di squadra e della scelta compiuta dal donatore, capace di offrire una possibilità di cura ad altre persone.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to